Continua a raccogliere consensi Mr. Babadook, opera prima dell’australiana Jennifer Kent che corre il serio rischio di diventare un vero e proprio cult del cinema horror. Horror più vicino a Shining che a La Casa, perchè qui di violenza, sangue e splatter c’è praticamente nulla. E’ piuttosto un film sugli orrori psicologici che possono nascere dai fatti della vita.

Una mamma perde il marito proprio nel giorno della nascita del figlio, mentre sta andando all’ospedale, in un incidente. Un trauma troppo forte da cancellare, per l’amore che la donna provava per il marito e per la concomitanza degli eventi, che la spingono a non festeggiare mai il compleanno del figlio. Gli anni passano e il ragazzino mostra insofferenze, è indisciplinato, difficile da controllare. La mamma è sempre più stressata e vittima dei suoi ricordi. Il rinvenimento di un libro per bambini in casa, Mr. Babadook, apre le porte all’uomo nero che minaccia entrambi. Che il bambino combatterà fino alla fine, per salvare se stesso e la madre, ormai vittima delle sue stesse angosce.

Angosce che non si possono cancellare per sempre, ma che si possono tenere a bada. Perchè solo riconoscendole e guardandole in faccia, di tanto in tanto, si può sperare di relegarle in un angolino evitando che prendano il sopravvento. L’horror che ha spaventato Stephen King nasce da un cortometraggio e usa silenzi, ombre, colori freddi e sguardi disperati per spaventare. Ci riesce, in un crescendo che culmina poi in un finale a sorpresa che è il vero capolavoro del film, che al contrario degli altri horror non vuole solo intrattenere, spaventare e allo stesso tempo divertire, ma anche far riflettere. E ricordarci che c’è un Mr. Babadook pronto a impossessarsi di ognuno di noi.

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