Qualcuno è rimasto deluso dalla scelta di Andrea Pirlo di lasciare la Juventus per approdare nella Mls. Il calcio negli States non riesce ancora a decollare, nonostante i grandi investimenti degli ultimi anni con grandi giocatori che a fine carriera vanno a “svernare” come Kakà, Villa o lo stesso Pirlo e nonostante dal lontano 1994, anno in cui gli Usa si rivelarono al mondo come nazionale competitiva, i passi in avanti siano stati pochi.

Eppure il centrocampista bresciano sembra credere molto in questa nuova avventura, non solo dal punto dell’esperienza umana di andare a vivere e lavorare in un Paese come gli Stati Uniti, ma anche per le prospettive calcistiche che questo Paese offre. Per poter magari un giorno dire di aver contribuito all’esplosione del calcio anche negli Usa. Pirlo parla già da leader, consapevole che ci si aspetta moltissimo dalla sua classe e dalla sua esperienza: “Voglio arrivare in alto già da quest’anno, abbiamo tutto il tempo per poterlo fare. Quindi prima di tutto i playoff e poi si vedrà”.

Inevitabile guardare indietro al passato recente. La Juventus gli ha regalato un finale di carriera ricco di successi, cui è mancata solo la ciliegina sulla torta della finale di Berlino che lo avrebbe proiettato nella leggenda se dopo il gol di Morata i bianconeri avessero resistito al ritorno del Barcellona: “Sarebbe stato meglio chiudere con una vittoria, ma per me era comunque finito un ciclo. Avevo bisogno di trovare altre emozioni. Sono stati quattro anni fantastici, dove si è creato un gruppo vincente. E’ quello che spero si crei anche qui a New York. Ho scelto questa società perché è in grande crescita e tutto questo mi ha portato a scegliere questa squadra per far sì che si possa diventare grandi insieme”.

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