La conferenza stampa di presentazione del Milan 2015-2016 può essere così riassunta: 90% Berlusconi, 10% Mihajlovic, 0% Galliani. Il presidente si prende quasi tutta la scena, dal mercato, alla società, alla storia allo stadio. Entra anche nel merito di alcuni giudizi tecnici sui singoli, non ricorda il nome di Bacca, lancia pesanti frecciate a Inzaghi. Mihajlovic ottimizza il poco tempo a sua disposizione, lancia qualche proclama tipo “dobbiamo fare in modo che i nostri avversari abbiano paura del Milan” cita Kilpin e si prende la sua prima incazzatura con i giornalisti che già insinuano di formazioni fatte dal presidente.

Le vere notizie sono due: l’interesse reale per Ibrahimovic, non nascosto da nessuno, e la volontà di provare El Sharaawy nei 3 di centrocampo. Non si sa quale delle due imprese sembra più ardua. Mihajlovic ci mette la faccia da duro, cosa che farà con i suoi giocatori. Se uno come de Jong non ne ha bisogno, tanto per fare un nome, vari Montolivo, Zapata e De Sciglio sì, sul piano delle motivazioni. Due come Mexes e Menez, che hanno ricevuto parole di elogio dal presidente, potrebbero invece iniziare a rigare dritto, dal punto di vista disciplinare e tattico, per non prendersi per il colletto con Sinisa nello spogliatoio.

Obiettivi? Il massimo possibile, che sia almeno la Champions League, ovvero i primi due posti, al massimo tre. Nessuno nomina la Coppa Italia, qualcuno sussurra lo scudetto ma è evidente che dopo due annate deludenti tutti ci vanno con i piedi di piombo. Trapela che si dà molta colpa del fallimento dello scorso anno a Inzaghi, perchè il presidente dice chiaramente che la squadra era molto più forte del risultato finale ottenuto. Il messaggio a Miha è chiaro: gioco, risultati e personalità. Se non sono stati fatti sconti a Superpippo e Seedorf, figuriamoci a una ex “non bandiera”.

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