La Guerra fredda tra Usa e Russia ricomincia, o forse non è mai finita. A gettare benzina sul fuoco questa volta sono i russi che tornano su un nervo scoperto degli Stati Uniti, la presunta messinscena in occasione dello sbarco sulla Luna degli Usa nel 1969. Da sempre oggetto di feroci discussioni tra complottisti e quanti credono alla vicenda, l’allunaggio torna di modo con dichiarazioni scottanti da parte di Vladimir Markin, influente portavoce del Comitato Investigativo del governo russo, che in un editoriale sulla Izvestija parla dell’apertura di una inchiesta che potrebbe «rivelare nuovi retroscena su questi storici viaggi spaziali».

I dubbi sul primo allunaggio di Neil Armstrong e Buzz Aldrin avvenuto nel luglio del 1969 ci sono sempre stati, a cominciare da quanti analizzando i filmati sostenevano ci fossero anomalie dal punto di vista scientifico, nel comportamento degli astronauti fino ad approfonditi studi sulle ombre.

Ma una vicenda che non mai andata giù alla Russia e non solo riguarda la distruzione dei 200mila filmati americani che riguardavano l’allunaggio del luglio 1969. La distruzione, secondo la versione ufficiale statunitense, fu necessaria per risparmiare sul materiale video, che fu riciclato. Una versione poco credibile. Markin: «Non vogliamo sostenere che gli americani non siano andati sulla Luna e che abbiano semplicemente girato un film sulla missione. Ma tutti questi manufatti scientifici – o forse culturali – fanno parte del patrimonio dell’umanità e la loro scomparsa senza lasciare traccia è una perdita per tutti noi. Un’indagine potrebbe rivelare che cosa è accaduto». Ovviamente l’insinuazione da parte russa è che i filmati siano stati distrutti per evitare che fossero spulciati al fine di trovare anomalie che rivelassero la messinscena. Vedremo come gli Stati Uniti risponderanno a queste accuse, nel frattempo un nuovo capitolo della Guerra Fredda si apre.

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