Potrebbe essere definita la nuova malattia del secolo, eppure non fa paura come molte altre. La miopia, secondo gli esperti, sta diventando una vera e propria epidemia, e soprattutto i giovanissimi sono sempre più colpiti. Addirittura in Europa un giovane su due è miope, ma il vero picco si registra in Asia dove 8 giovani su 10 sono costretti a ricorrere agli occhiali.

Colpa prima dei libri, poi della tecnologia. A conferma di ciò il dato secondo cui a essere maggiormente colpiti da questo disturbo della vista che comporta un peggioramento nella messa a fuoco degli oggetti lontani, sono proprio coloro i quali prolungano la loro carriera scolastica passando più anni sui libri. In tutto ciò ci si mette anche la tecnologia. Prima i pc, adesso gli smartphone e i tablet che sono disponibili sempre e che diventano sempre più piccoli, costringendo a un vero e proprio sforzo gli occhi che alla fine peggiorano diventando miopi. In tutto ciò la scienza aiuta, perchè tra lenti a contatto e operazioni al laser, a ricorrere agli occhiali sono sempre meno persone. Ma il problema resta, e può essere prevenuto soprattutto da parte dei genitori che dovrebbero impedire un uso eccessivo di tv, pc, tablet e smartphone soprattutto ai più piccoli.

I libri certo quelli non si può impedire di leggerli e anzi sarebbe un delitto farlo, sia che si tratti di quelli scolastici che i libri letti per diletto, abitudine sempre positiva e poco conosciuta da noi in Italia. La fascia d’età “critica” è tra i 25 e i 29 anni, quando si paga l’accumulo dello sforzo, ma sono sempre di più i piccolissimi che devono già ricorrere agli occhiali. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Ophthalmology. Lucio Buratto, direttore del Centro ambrosiano oftalmico di Milano, che conferma il trend di crescita della miopia in Europa e soprattutto in Asia: “Da un’indagine che ho condotto intervistando oculisti dei maggiori centri di cura di tutto il mondo – continua Buratto – è risultato che questo difetto della vista è in crescita ovunque. In Asia, non sappiamo bene perché, siamo arrivati all’80% dei giovani colpiti. Un fenomeno, quello asiatico, estremo, di cui ancora non conosciamo le cause precise. Sappiamo però che alle nostre latitudini non si raggiungeranno mai, fortunatamente, queste percentuali”.

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