Matheryn Naovaratpong è diventata la più giovane persona ibernata al mondo, Ha superato il record di una ragazza di 21 anni, ospite della Alcor Life Extension Foundation. L’ibernazione sta diventando una pratica sempre più diffusa, nonostante i costi altissimi e l’incertezza assoluta che c’è intorno alle probabilità di successo nel risveglio del paziente.
Ma i genitori della piccola Matheryn, malata di ependiloblastoma, tumore molto raro che colpisce spesso i bambini, hanno pensato che fosse giusto darle una chance, visto che ormai tutto era comunque perduto.

Dopo innumerevoli cure e sofferenze, la piccola Matheryn è morta, ma subito dopo è stata sottoposta al trattamento della Alcor Life, che l’ha ibernata nel tentativo di fermare tutte le sue funzioni vitali preservandone l’interezza.
Lo scopo è tenere i pazienti sospesi in attesa che la medicina faccia quei passi avanti necessari a curarli. In quel momento potranno essere risvegliati, sperando che vada tutto bene. Nessuno, infatti, è stato ancora risvegliato da questa procedura che a livello teorico non fa una piega ma che a livello pratico non ha riscontri.

Interviene poi la questione etica, perchè c si chiede quale tipo di vita si possa restituire a una persona che, magari fra 50 o 100 anni, troverà un mondo che non riconoscerà senza nessun volto familiare o amico ad aspettarlo. Se si considera poi che è stata ibernata una donna di 102 anni, si capisce che lo scopo va al di là del dolore di una coppia di genitori che non vuole arrendersi all’ingiusto destino della sua bambina.

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