Se anche la forestale crede negli gnomi e nelle fate, perchè non dovremmo farlo noi. O meglio, non è che ci credono proprio, ma già il fatto che sia stato aperto un fascicolo rubricato con la dicitura “Gnomi e Fate dei boschi” la dice lunga sul fatto che quantomeno l’ipotesi sia stata presa in considerazione.

Insomma un po’ come la questione degli Ufo, si può essere scettici quanto si vuole, ma se poi arrivano migliaia di segnalazioni ogni anno da ogni parte del mondo, non deve sorprendere che i governi aprano fascicoli e inchieste per capire se davvero qualcosa di vero possa esserci. Che poi ci sono i complottisti che sostengono che i governi sappiano già tutto e vogliano tenercelo nascosto, ma questa è un’altra storia.

Tornando a questioni più nostrane e meno fantascientifiche ma più favolistiche, ha fatto scalpore la notizia dell’esistenza di un fascicolo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali- Corpo Forestale dello Stato che avrebbe deciso di mettere nero su bianco la cronaca delle segnalazioni avvenute negli ultimi anni nei boschi dell’Appennino tosco-emiliano.

E di segnalazioni ce ne sono tante, con foto a corredo e descrizioni decisamente accurate. Prendete ad esempio quella di un bancario di Cesena in viaggio di notte con la moglie in auto che durante una sosta ha raccontato che

“in viaggio di notte con la moglie per raggiungere la sua baita all’interno della Foresta della Lama, nell’Appennino forlivese. Costretto a fermare l’auto e a scendere dalla vettura per montare le catene da neve ha visto “qualcosa”, un essere dalla sembianze umane, carponi e intento a mangiare neve”.

E c’è anche una foto (quella in alto), come sempre in questi casi purtroppo poco chiara.

Come sempre va a finire che di certezze, purtroppo, ce ne sono poche. E se fino a qualche anno fa ci poteva stare che nessuno riuscisse a cogliere un avvistamento di questo tipo, dagli gnomi agli extraterrestri, dallo yeti ai fantasmi, oggi con i milioni di smartphone ovunque il fatto che nessuno riesca ancora a immortalare prove chiare e non sfocate fa pensare, che purtroppo, spazio sognare ce ne possa essere sempre meno.

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