Se non fosse provocatoria, controcorrente e poco politically correct, non sarebbe la Litizzetto e probabilmente non avrebbe il successo che ha. Ma quando va oltre, come nel caso della battuta sulle monache di clausura e il Papa, Lucianona che piace tanto a Fabio Fazio sa anche ammettere di aver esagerato ed è pronta a chiedere scusa.

Tutto nasce dall’intervento, solito, di Luciano Litizzetto durante la trasmissione Che tempo che fa condotta dal suo amico Fabio Fazio. La comica piemontese non si è lasciata sfuggire l’episodio delle monache di clausura che al Duomo avevano letteralmente “assalito” Papa Francesco. In effetti le immagini erano singolari, e la Litizzetto non ha fatto altro che dire ciò che un po’ tutti avevano pensato, con un pizzico di malignità.

Ma evidentemente alle suore non è andata giù la facile ironia e hanno usato, persino loro, la rete e i social network per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ma evidentemente nella foga di rispondere, sono incappate in un mezzo autogol, che ha prestato il fianco a una controreplica altrettanto pungente della Litizzetto. Le suore hanno spiegato di non essere represse e che se cercavano un uomo, non lo avrebbero certo trovato al Duomo. Appunto.

Cogliendo l’assist come un perfetto bomber d’area di rigore alla Inzaghi (giocatore, non allenatore) la Litizzetto ha chiesto scusa ma sottolineando:

“loro hanno pensato che io avevo pensato di loro che fossero represse, ma io non l’ho mai pensato. Anche perché repressa è una parola brutta, violenta, che non fa ridere. E le parole sono importanti, soprattutto per i comici. Mi faceva ridere che sono saltate tutte come piccioni su una pagnotta di pane bianco, un placcaggio di rugby, con il Papa che sembrava Stanlio quando vede Ollio rotolare giù dalle scale. Le cose toste le ha dette il cardinale Sepe, se non ci fosse stato lui io non avrei mai mandato niente in onda. Comunque loro hanno detto che se cercavano un uomo c’erano ben altri luoghi e ben altri uomini. Ma dove sono ‘sti luoghi e ‘sti uomini? Se lo sapete voi che siete in clausura ditecelo, scrivetecelo su Facebook, segnalatelo su Google Maps”.

Le monache hanno accettato le scuse senza controreplicare. Amen.

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