“Un giorno farò qualcosa per cui tutto il mondo conoscerà e ricorderà il mio nome”. Maria, hostess di 26 anni, ha subito ricordato la frase del suo ex fidanzato copilota della Germanwings, Andreas Lubitz, ritenuto responsabile dello schianto dell’Airbus A320 sulle Alpi francesi, in cui hanno perso la vita 150 persone. Certo non poteva immaginare stesse progettando niente di simile, ma che qualcosa non andasse l’aveva capito.

E i problemi di Lubitz avevano portato anche alla fine della loro relazione, cosa che ha amplificato il suo disagio e la sua depressione. Intanto dalle registrazioni della scatola nera emergono altri dettagli inquietanti sugli ultimi minuti di vita dell’equipaggio e dei passeggeri dell’Airbus A320. Il comandante, poco dopo il decollo, spiega a Lubitz di non essere riuscito ad andare in bagno prima del decollo. Poi lascia la cabina, lasciando il compito di preparare l’atterraggio al suo copilota.

Quando prova a rientrare, la porta non si apre e l’aereo ha già iniziato le sue manovre di rapido abbassamento di quota. Il comandante capisce che c’è qualcosa che non va. Prima intima a Lubitz “Apri questa maledetta porta!”, poi tenta di buttarla giù con un’ascia. Gli ultimi secondi di registrazione fanno gelare il sangue: il rumore del primo schianto, le urla dei passeggeri, poi il secondo e fatale schianto che segna la fine di 150 persone. Restano i dubbi sulle responsabilità della compagnia aerea che non avrebbe adeguatamente monitorato le condizioni psicofisiche di Lubitz, che quel giorno, secondo il parere del medico, non avrebbe dovuto volare.

Ma lui non ne ha voluto sapere, ha fatto a pezzi il certificato e si è presentato lo stesso ai comandi del suo aereo. Che qualcosa non andasse nella sua mente e non solo era risaputo. La sua vista stava peggiorando, cosa che gli avrebbe impedito di diventare comandante come sognava e soprattutto poteva costargli la licenza di volare. Un calo di vista che pare potesse avere anche origine psicosomatica. Tutti pezzi di un puzzle difficile da ricostruire, e che restituisce un quadro sconcertante sotto molti punti di vista.

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