Continua a tenere banco il caso Lupi con l’inchiesta sulle Grandi Opere. Il ministro delle Infrastrutture alla Camera assicura:

“Ci sarà massima trasparenza per la realizzazione delle grandi opere”.

Forse domani però ci sarà l’informativa al ministro. Intanto protestano in aula i deputati del Movimento 5 Stelle. Alfano propende per il ‘no’ alle dimissioni di Lupi e assicura “Mi fido di lui”. Il Pd intanto prende tempo e spiega che prima c’è la volontà di ascoltare la versione di Lupi per poi decidere. Intanto il ddl corruzione è oggi in Senato.

“L’obiettivo che ha ispirato in questi mesi l’azione del mio ministero e del sottoscritto è, da una parte, garantire la rapida ed efficiente realizzazione delle opere e dall’altra assicurare la massima trasparenza e correttezza”.

Lo ha detto il ministro dei Trasporti Lupi nel Question time alla Camera. Intanto i deputati M5S hanno urlato ‘dimissioni, dimissioni’ agitando orologi con riferimento al Rolex che avrebbe ricevuto il figlio di Lupi. Gli stessi auspicano che si possa votare “al più presto” la mozione di sfiducia. Espulsi Sibilia e Sarti.

“Ci sono degli aspetti da chiarire. Bene che Lupi sia disponibile a farlo. Ascolteremo il suo chiarimento in Parlamento e poi faremo tutte le valutazioni del caso”.

E’ la posizione del Pd espressa per voce del presidente Orfini, in merito al caso Lupi nato in seguito all’inchiesta Grandi opere. Il Partito Democratico insiste sulla necessità di chiarire cose che, aveva detto ieri, “destano inquietudine, preoccupazione”. Sulla stessa lunghezza d’onda Guerini del Pd, secondo cui

“è giusto che il ministro Lupi spieghi la situazione che si è venuta a determinare. Vedremo nelle prossime ore”.

Il ministro delle Infrastrutture Lupi continua a respingere ogni accusa relativa alla vicenda dell’inchiesta sulle Grandi Opere. Lupi conclude:

“Non ho fatto nessun gesto sbagliato o irresponsabile. Mai fatto pressioni per chiedere l’assunzione di mio figlio, non potrà mai esserci una intercettazione di questo tipo. Non avrei mai accettato un orologio, non mi serve. Voglio andare in Parlamento a riferire sulle scelte. Devo dare tutte le risposte politiche e individuali”. 

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