Lasciarsi dopo un matrimonio fallito non sarà più facile e rapido in Italia. Il divorzio abbreviato, che avrebbe previsto il bypassare la separazione qualora entrambi i partner siano d’accordo, non si farà. Arriva il ‘no’ dall’Aula del Senato alla legge che spingeva in questo senso. Ora il provvedimento intraprenderà un suo percorso autonomo tramite apposito Ddl. Una legge che può godere dell’appoggio del partito democratico, come affermato dal presidente Luigi Zanda.

Il Pd punta ora alla legge sul divorzio breve, con un ddl che riduce la separazione dagli attuali 3 anni a dodici mesi. Ma sarà possibile fare tutto in 6 mesi in caso di addio consensuale.

Una legge che riguardava una parte ridotta della popolazione: avrebbe coinvolto infatti unicamente chi avanzava richiesta consensuale senza figli minorenni, né maggiorenni con handicap gravi o non autosufficienti economicamente.

Insomma il Pd ha scelto la strada diplomatica, con la relatrice Rossana Filippin che ha messo ai voti lo stralcio della norma. Questo il suo commento:

“L’ho fatto per ottenere rapidamente il risultato più importante che è la riduzione dei tempi per il divorzio”.

Il presidente del Pd, Luigi Zanda ha puntato su una visione d’insieme:

“Non mettiamo a rischio una legge che tanti italiani aspettano”.

M5s e Sel hanno votato contro la proposta di stralcio. Pd, Ncd, Udc, Fi a favore.

Il senatore di Area Popolare Maurizio Sacconi punta invece a salvaguardare il più possibile il matrimonio spiegando che Ncd si opporrà se si

“vorrà lacerare la società italiana con una legge che conduce all’omologazione dell’istituto matrimoniale, incluse adozioni e provvidenze pubbliche, partendo dalle unioni civili”.

Da registrare anche la volontà di Maurizio Gasparri di spingere Forza Italia ad un confronto sulle Unioni civili.
Insomma il tema del matrimonio e della famiglia, come prevedibile, fa registrare punti di vista profondamente differenti a seconda dello schieramento politico, per cui un punto d’incontro non sarà affatto facile da trovare.

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