Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo scatterà l’ora legale 2015, un’ora di sonno in meno per una volta, un’ora di luce in più per tutta la primavera e l’estate. E’ il primo vero segnale che l’inverno è alle spalle, e arriverà una settimana dopo l’inizio della primavera.

In molti non vedono l’ora che cambi l’ora legale, perchè non vedere più il buio alle 5 di pomeriggio influisce sull’umore di molte persone. Ma c’è anche il risvolto della medaglia, e nello specifico si concretizza nell’aumento del numero degli infarti una volta tornati al lavoro il lunedì dopo il cambio dell’ora legale.

Lo sostiene una ricerca americana condotta dall’università del Michigan, secondo cui, in base a numerosi dati inerenti pazienti degli ospedali del Michigan tra il gennaio 2010 ed il settembre 2013, è apparso chiaro come si verifichi puntualmente un aumento dei casi di attacchi cardiaci nel primo giorno lavorativo dopo il cambio dell’ora.

Il dato è davvero inquietante e clamoroso, se si considera che il numero di infarti rispetto a un giorno normale aumenta addirittura del 24-25%. Effetto che si propaga anche nei quattro lunedì successivi. Il cardiologo autore dello studio, Hindter Gurm, spiega che è un effetto legato alle ore di sonno sottratte con il cambio dell’ora legale.

Al punto che numerosi attivisti negli Usa si sono chiesti se valga la pena continuare a esporre milioni di persone nel mondo al rischio di un attacco cardicaco o se non sia invece il caso di dire addio all’ora legale. Che ha motivazioni economiche forti, e che dunque per il momento difficilmente verrà abolita. Cercate allora di andare almeno a dormire un’ora prima, sia nella notte tra sabato e domenica che tra domenica e lunedì, alimentandovi con attenzione e stressandovi il meno possibile. In questo modo ridurrete al minimo tutti i rischi legati al cambio dell’ora legale.

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